29 maggio 2012

Economia dell'abbastanza: il libro che ci insegna come salvare il futuro

Arriva anche in Italia il libro Economia dell'abbastanza dell'inglese Diane Coyle (Edizioni Ambiente, 368 pagine 24 euro), che insegna, come suggerisce il sottotitolo, a "gestire l'economia come del futuro ci importasse qualcosa". «L'economia è stata definita “la scienza triste”, che è un modo nobile per dire arida, noiosa – si legge nella prefazione di Federico Rampini - Ma, grazie a una brava studiosa inglese, possiamo divorare capitoli di economia appassionanti come romanzi». Una passione che l'autrice spende nel parlare della crisi come di una opportunità per indagare sui legami tra economia, società e futuro. Proprio il futuro, e il disprezzo che gli uomini sembrano mostrare nei suoi confronti, sono il centro del libro di Coyle e la chiave per riuscire davvero a cambiare le cose. «Il cambiamento più urgente e importante è iniziare a pensare al futuro – sostiene l'autrice - Se per le crisi in atto (economica, finanziaria, ambientale) si volesse cercare un tratto d’origine in comune, lo si potrebbe con certezza identificare nell’incredibile disprezzo per il domani, che emerge in modo clamoroso soprattutto se si guarda a come viene gestita l’economia».
Il nuovo paradigma a cui si riferisce l'economista britannica parte da 5 parole chiave, indispensabili a suo parere per rinunciare definitivamente al consumismo distruttivo che sta mandando in cortocircuito le nostre società. Felicità, Natura, Futuro, Giustizia e Fiducia sono il mantra di Diane Coyle: termini abusati, anche nel web, ma spesso depauperati del loro reale contenuto, privati della forza evocativa – ma anche concreta – che posseggono. Da questi 5 “pilastri” parte il viaggio dell'autrice alla scoperta dell'economia moderna e alla ricerca di un sistema più sostenibile, in cui tutti abbiano il necessario e inevitabilmente non molto di più - è questo l'aspetto spinoso della questione, ovviamente. Una sfida non facile, ma che dobbiamo raccogliere tutti. A meno che non abbiamo davvero disprezzo del futuro.

Altre informazioni qui.

Questa, invece, è una intervista a Diane Coyle:


Nessun commento: